*Un adattamento che prende il nome, i concetti principali e qualche elemento dell’opera originale, ma sembra dimenticare quasi tutto quello che rendeva Death Note interessante. *La storia segue Light Turner, un ragazzo che entra in possesso di un quaderno soprannaturale capace di uccidere chiunque venga scritto sulle sue pagine. Insieme a Mia, decide di usare questo potere per eliminare i criminali e creare un nuovo ordine nel mondo, attirando però l’attenzione del detective L, pronto a fermarlo.L’idea di base rimane affascinante, perché il conflitto tra Light e L avrebbe ancora potuto funzionare anche in una versione diversa, ma il film corre troppo e non riesce a costruire quella sfida psicologica che era il cuore della storia. I personaggi sembrano più delle versioni semplificate degli originali: Light perde gran parte del suo carisma e della sua ambiguità, mentre L viene trasformato in qualcosa di molto più impulsivo e distante dal personaggio che conoscevamo. Visivamente ha qualche momento riuscito e Willem Dafoe come voce di Ryuk è probabilmente la cosa migliore del film, ma anche il suo personaggio viene usato più come elemento estetico che come vera presenza inquietante. Come film preso da solo può avere qualche idea interessante, ma come adattamento di Death Note lascia parecchio amaro in bocca. Manca la tensione, manca il gioco mentale tra i protagonisti e soprattutto manca il motivo per cui la storia originale funzionava così bene.
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